sabato 16 febbraio 2013

Simil-meringhe al cocco con copertura al cioccolato

Cari/e chocoladores,

In questi giorni la mia cucina sembra il mesto laboratorio di un alchimista alla ricerca della pietra filosofale; io cerco la ricetta perfetta, sporcando  molto più di qualsiasi alchimista di questo pianeta.
Questi biscotti rappresentano per me il ricordo dei pomeriggi passati a scuola a recuperare i debiti in matematica (:P), visto che nei paraggi c'era un bar che mi forniva parecchi spunti per le merende sulle sudate carte e questi dolcetti erano fra di loro.
Confesso di aver googlato la ricetta ( e chi non lo fa? ) e di averla riportata pari pari da Giallo Zafferano.
Ciao, Sonia Peronaci, grazie della ricetta!
Saltando a pié pari la dedicatoria a qualsivoglia sito di cucina, vi invito a mettere i grembiuli in spalla e a vedere gli ingredienti:

160 gr di Albumi (all'incirca 5 uova di media grandezza)
Un cucchiaino raso di cannella
200 gr di Zucchero
30 gr di Farina Bianca
200 gr di Cocco essiccato
Un cucchiaio di Miele
1 fialetta di aroma di vaniglia
150 gr di Cioccolato Fondente 70%

Abbiamo tutto pronto? Dai, niente paura, lo facciamo insieme!
Mettiamo i nostri albumi insieme allo zucchero e al pizzico di sale a bagnomaria, li sbattiamo con le fruste elettriche per circa dieci minuti, fino a raggiungere un risultato spumoso e gonfio. All'incirca vi ricorderà una nuvola ;) togliamo dal fuoco,  mescolando con un mestolo di legno dal basso verso l'alto; in questo modo gli albumi non si sgonfieranno.
Aggiungiamo la cannella, il miele e il cocco essiccato. Infine setacciamoci la farina e incorporiamo l'aroma di vaniglia.
Preriscaldiamo il forno a 160° e nel frattempo con l'ausilio di un CUCCHIAIO (la ricetta originale prevedeva la sac a poche, ma,guarda un po', io non l'ho usata...) formiamo delle palline non troppo schiacciate su una teglia rivestita di carta da forno, distanziandole di circa due cm l'una dall'altra.
"Aiuto, Zenzero, ma queste sono MERINGHE!"       
Mi sembra quasi di sentirvi, se siete cuochine inesperte ;) ! Sì, Chocoladores sono meringhe. E le meringhe sono brutte e cattive :(. Ovvero non asciugano bene, oppure bruciano, o le chiare non sono abbastanza vigorose. Vi do un consiglio; preparate questi biscotti solo quando avete il tempo di osservare OGNI MINIMO MOVIMENTO ALL'INTERNO DEL FORNO per i 50 minuti di cottura.
Se dovessero scurirsi abbassate la temperatura; se non dovesse bastare tenete il forno socchiuso.
Altrimenti mettetele nell'asciugatrice e gustatevi una coppa di gelato artigianale!
Come già detto, inforniamole per circa 50 minuti. Poi facciamole finire di asciugare ulteriormente per circa una mezz'ora. Infine sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente, tuffiamocele dentro per metà e lasciamo asciugare la copertura.
O, alternativamente, tentiamo la sorte inondandoci il mento e sciogliendoci il make up e mangiamone una appena fatta ;)
Vi ho convinto?
Grembiuli in spalla!

Vostra nel nome della pasta sfoglia
Zenzero

P.s: ieri la mia sorellina (ha 14 anni ma la considero ancora una bambina...) ha voluto che le insegnassi a fare la pasta frolla. Il risultato? Magari posto la foto più tardi, insieme a quella dei biscotti-meringhe-antidepressivi!       

giovedì 14 febbraio 2013

Torta Fangosa-Mud Cake

Ok chocoladores,
qui c'è cacao per i vostri denti. Sabato sera, in occasione della cena con la mia compagnia teatrale mi sono cimentata, oltre che nella Mousse postata qualche giorno fa, nella preparazione della celeberrima Mud Cake.
Confesso di aver avuto qualche perplessità (ma sarà buona? sarà mica un moppolone spugnoso?) ma alla fine mi sono convinta e credo il mio forno farà presto il bis ;)
Vediamo gli ingredienti?

200 gr di Cioccolato Fondente
30 gr di Cacao Amaro in polvere
250 gr di Burro (dai dai non storcete il naso!)
1 bustina di Lievito chimico in polvere
220 gr di Farina 00
100 gr di Yogurt Magro
3 uova
Vaniglia (io non avevo l'estratto e l'ho sostituito con i semi di un baccello)
1 cucchiaio di caffé istantaneo
250 gr di Zucchero

Grembiuli in spalla, dai! :)

Sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente,- anche se è difficilissimo, mi raccomando Cioccolatrici alla prime armi, fate attenzione a non bruciarlo ;)- e quando ci sembrerà abbia raggiunto una consistenza cremosa ed omogenea aggiungiamo il burro tagliato a tocchetti. Lasciamolo sciogliere, amalgamare e raffreddare. Gli assaggi in questa fase sono ammessi... Il problema è che diventa contagioso! :P
Aggiungiamo l'estratto di vaniglia o i semi del baccello e il caffé solubile.
A quel punto, se assaggiate, fate in modo di non essere visibili:
potreste assumere delle espressioni al limite della decenza, decidere di fermarvi nella preparazione della torta e stendervi sul divano con la ciotola di cioccolato fuso a guardare la vostra serie tv preferita.
Questo è quello che chiamo comfort food, ma se volete godervi in santa pace le vostre stagioni di Criminal Minds continuate la preparazione ;).
Ricordate il cioccolato fuso? Quello che spero non abbiate ancora finito?
Bene, prendiamo una terrina e lasciamocelo raffreddare dentro; aggiungiamoci lo zucchero e le uova, che avremo sbattuto con una forchetta in precedenza.
Azioniamo lo sbattitore e diamoci dentro con la rumba degli ingredienti: aggiungiamo lo yogurt magro, la farina e il cacao setacciati insieme. Quando l'impasto sarà morbido, omogeneo e SUBLIME, la nostra torta è pronta per essere infornata. Foderiamo una tortiera dal diametro di 22 cm con della carta da forno, versiamoci l'impasto e inforniamola a 160° per circa 50 minuti.
Il trucco?
Una torta è cotta quando, inserendoci uno stuzzicadenti ed estraendolo, non risulta umido.
La torta è perfetta così, credetemi, ma se cercate il sublime prepareremo insieme una ganache al cioccolato.
Gli ingredienti:
250 gr di cioccolato fondente
250 ml di panna

Mettiamo semplicemente a bollire la panna e quando avrà raggiunto il bollore aggiungiamo il cioccolato tritato.
La ganache, per raggiungere una consistenza densa e cremosa, adatta all'uso, deve raffreddare. Quindi io adotto una strategia che qualsiasi pasticcere smentirebbe ma che comunque funziona:
metto una terrina d'alluminio in frigo mentre la panna bolle, in modo che quando il cioccolato sarà sciolto la potremo trovare bella fredda.
Versiamo la panna col cioccolato nella terrina fredda e mescoliamo. Mettiamo ulteriormente in frigo a raffreddare e quando sarà della consistenza desiderata apriamo in due la Torta di fango e farciamola abbondantemente con la ganache.
Il nostro momento di piacere è servito, sdraiamoci sul divano e godiamoci la visione del Dr Reid.

Buon appetito
Una Zenzero intrippatissima con Matthew Grey Gubler.
:*

domenica 10 febbraio 2013

"Eros e Agape". Come ti cucino l'amore.


Ennesima ricetta cucinata in questi tre faticosissimi giorni fra forno-piano di marmo-pentole-risvegli bruschi, di cui non posseggo una foto.
L'intro, al solito, care chocoladores vi rassicurerà sul fatto che un piatto non deve essere assolutamente bello per avere una bontà garantita.
NESSUNO DEI MIEI PIATTI RIESCE BENE ESTETICAMENTE.
E credo che anche food blogger più eminenti di me riescano a partorire degli orrori buonissimi, di tanto in tanto; per tanto non scoraggiatevi e armatevi di leccapentole e coperchi.
Grembiuli  in spalla anche stavolta?

"L'amore, l'amore, l'amore..."

Ciò che rende un piatto riuscito è la sua alchimia, l'attrazione brutale ed inafferrabile fra i suoi ingredienti. Per questo, secondo me, il lato estetico conta estremamente poco; il "design" delinea l'essere accattivante di un piatto ma sono molti altri i fattori che lo rendono attraente.
Uno fondamentale è l'odore.
Scommetto che pochi di voi ricordano l'aspetto del dolce che vostra nonna era solita cucinarvi da bambini, quasi sicuramente però ne richiamate l'odore.
Questa mia giustificazione, in parte causata dal fatto che mi trovo a preparare un esame sulla retorica (:P), rappresenta una minima parte del mio pensiero sull'amore.
Le mie relazioni sono sempre andate di pari passo con la cucina e ritengo che qualsiasi cibo ben cucinato riesca a sortire effetti afrodisiaci. Come si cucina bene? Mettendoci l'anima. Per questo noi donne siamo estremamente più portate per la cucina: il nostro corpo prevede la donazione ultima di ogni parte di sé per nutrire, accogliere, crescere l'umanità. Una donna crea e allatta suo figlio, il suo corpo è concepito per quello; e una donna conosce il capriccio dell'amore assoluto e trasformatore, l'amore alchemico e veramente afrodisiaco.
Eros.
L'Eros è l'amore pulsionale e potenzialmente distruttivo; l'immagine di una passione che si morde la coda ed in sé nasce e muore per rinascere. La mia ricetta dell'Eros è una Mousse al Cioccolato Fondente e Peperoncino.
Il cioccolato fondente ha un aroma amaro ed avvolgente, intenso e annichilente. Se contiene cacao ad un'alta percentuale (99%, ad esempio) può risultare perfino immangiabile; alcuni lo impiegano nella preparazione del sanguinaccio, ciò testimonia che in una certa misura il sapore del sangue si sposa con quello del cioccolato. Affascinante... Ed estremamente erotico.
Il dionisiaco dell'amore è, per me, una mousse di semplice riuscita e grande effetto. Vediamone gli ingredienti:

150 gr di cioccolato fondente (scegliete voi la percentuale che più gradite, io ne ho usata una molto bassa per motivi di reperibilità ma vi consiglio un buon 85 %)
300 ml di panna fresca
2 tuorli
2 cucchiai di zucchero
50 ml di acqua
peperoncino in polvere q.b

Cominciamo sciogliendo il cioccolato a bagnomaria,quando avrà raggiunto la morbidezza di una crema unite il peperoncino nella dose da voi considerata adatta alla vostra concezione di Eros.
Mentre raffredda, ponete le fruste dello sbattitore in congelatore per 2 minuti, e così la terrina di acciaio in cui monterete la panna. Ciò aiuterà a montarla meglio.
Mentre starete ammirando lo spettacolo delle nuvole di panna che si innalzano (schizzando incontrastate contro tutti i mobili della cucina...) mettete un pentolino con i due cucchiai di zucchero e l'acqua sul fuoco lentissimo.
A questo punto la vostra panna sarà montata e potrete utilizzare lo sbattitore per montare a sufficienza i due tuorli. Appena sembreranno spumosi e l'acqua e zucchero avranno raggiunto l'ebollizione versateci sopra questi ultimi attivando lo sbattittore nuovamente. Eviterete che i tuorli si "strappino" rendendo la mousse grumosa.
Fate raffreddare il composto e unite il cioccolato, mescolando con una spatola; appena avrà raggiunto una temperatura abbastanza bassa unite anche la panna facendo dei movimenti ampi dal basso verso l'alto.
La vostra mousse dell'Eros è pronta. Versatela in uno stampo da plum cake foderato di pellicola e posizionatela in frigo. Nel frattempo prepareremo la mousse dell'Agape.

Agape.

E' l'amore "utile", che tende al bene reciproco e alla sua realizzazione nel bene. Non conosce la sregolatezza dell'Eros, ne sembra immune. E' l'incarnazione dell'amore cristiano per il prossimo.
L'ideale dell'Agape è incarnato dalla Mousse al Cioccolato Bianco e Pistacchio. La preparazione è identica a quella della mousse dell'Eros; la scelta del cioccolato bianco è giustificata dalla dolcezza lattea di quest'ultimo e dal suo colore di avorio. Il pistacchio, d'altronde ha una consistenza solida che contrasta la scioglievolezza della mousse e rende concreto l'impegno dell'amore che si identifica nell'Agape. L'amore dell'Agape è testimoniato anche da gesti concreti che rendono migliore la vita della persona a cui rivolgiamo il nostro sentimento.
Gli ingredienti?
Cambiano soltanto nell'impiego del cioccolato bianco e dei pistacchi tritati.
Il procedimento?
Lo stesso.
Alla fine, quando avrete la mousse pronta, sistematela sopra quella al cioccolato fondente e riponete in frigo per almeno tre ore.
L'amore ha molte facce ma un'unica espressione. Questo non dimentichiamolo mai.
Grembiuli in spalla ;)
la vostra
Zenzero

Letture consigliate: Confessioni, di Agostino
I pesci non chiudono gli occhi, di Erri de Luca
Kamasutra

Chatatouille!

Cari ed intrepidi Chocoladores,
perdonate l'assenza dalle cyberscene in questi giorni, ma pare che un'attività culinaria di tutto rispetto non si concili bene con il gestire DUE blog, una carriera universitaria con tanto di tesi in fase di scrittura, un lavoro impegnativo ma gratificante.
Tuttavia mi ritrovo con uno scatolone pieno di ricette buone da segnalarvi, quindi good for you!
Iniziamo dalla prima ricetta. Come direbbe Benedetta Parodi: METTIAMOCI A CUCINARE :)

Chatatouille:

Eh, già. Iniziamo stravolgendo ricette già esistenti per plasmarle sulla base di qualcosa che caratterizzi la nostra vita ; è l'alchimia della cucina.
In questo caso la ricetta si ispira a due fattori; il primo è che avevo una voglia matta di mangiare verdure, il secondo è la mia gatta Celeste.
Chi di voi ha la sfortuna di assistere alla mie disavventure quotidiane sa bene che Celeste ne è molto spesso la causa.
Come quando ha deciso di passarmi fra le gambe mentre scendevo le scale facendo sì che passassi dieci ore al pronto soccorso con una sospetta commozione cerebrale.
Oppure quando assume la tipica mimica facciale del gatto con gli stivali di Shrek e sale sul tavolo da pranzo per "sparecchiare". Ebbene, cari adepti della mia cucina, sappiate che senza il supporto peloso di Celeste la mia pasta madre non sarebbe ancora fermentata né molti dei miei dolci sarebbero stati preparati. Il suo buongusto felino -che rasenta la bulimia..- la spinge ad assistere a tutte le mie ricette: indosso il cappello da chef e ZAC si mette in moto scodinzolando affabilmente nella speranza di ricoprire il famoso ruolo del "gatto", ovvero dell'assaggiatore.
Questa ricetta, che si ispira alla Ratatouille resa famosa dal film Disney ( sì, miei lettori, i topi e i gatti sono gli unici animali che sopporto) e si fonde con la nostrana Caponata è stata poi unita ad elementi chiave della personalità della sopra-citata Micia. Vediamo gli ingredienti?

Melanzane
Cipolle
Peperoni
Pomodori
Capperi
Curry q.b
Pan grattato
Aceto (15 ml)
Zucchero qb
Pasta a scelta (io ho usato delle penne, solo perché non ho ricevuto l'autorizzazione dalla Chef de Garde Manger, ovvero mia mamma, ad usare i paccheri)

Riconoscete gli ingredienti? Bene, ho iniziato stufando le cipolle in un tegame con dell'olio unendo un goccio d'acqua per far loro raggiungere una consistenza cremosa. Ho quindi unito il curry e i capperi, quindi i pomodori tagliati. In una pentola più fonda friggete leggermente le melanzane con i peperoni avendo cura di non renderli troppo unti. Quando vi sembreranno fritti aggiungete alla medesima pentola le cipolle stufate con il pomodoro e il curry. Mescolate.
Sfumate con l'aceto e lo zucchero in modo da far acquisire al piatto una nota agrodolce.
Mettete su l'acqua per la pasta (sapete come si fa, vero?) e quando sarà bene al dente completatene la cottura nel tegame della Chatatouille legando il tutto con l'acqua di cottura.
Completate il piatto con una spolverata di pan grattato e... Buon appetito!

I perché delle mie scelte divergenti dalla ricetta originale? Il curry deriva dall'insieme speziato delle sfumature di carattere di Celeste; ha il carattere del pepe, la vivacità del colore della curcuma, la "pungenza" benefica dello zenzero... Eppure è ciò che fa da collante alla mia vita casalinga, un po' come la pasta, che, come dice l'inflazionata pubblicità "fa subito casa". E' agrodolce, ad ogni fusa corrisponde un graffio, proprio come nel contrasto fra la consistenza morbida delle verdure e quella più "scricchiolevole" del pan grattato.
Vi ho convinto?
Allora, grembiule in spalla ;)

Zenzero

Letture consigliate: Firmino, di Sam Savage
Al di là del bene e del male, di Friedrich W. Nietzsche
Cime Tempestose, di Emily Bronte.

martedì 5 febbraio 2013

Pancake "avrei ancora sonno ma devo studiare"

Buongiorno indomiti Chocoladores,

In realtà la cuoca che è in me avrebbe continuato volentieri a dormire per un altro po', ma la mia adorabile gatta ha deciso che il mio fabbisogno giornaliero di sonno era stato soddisfatto e che, al contrario, il suo stomaco non lo era affatto.
Così, versandole nella ciotola (nella quale ho trovato vari oggetti non propriamente di uso alimentare come:un gambaletto, un mio fermaglio e altre cose con cui sospetto la dolce gattina si eserciti nell'arte della macumba...) il "fiero pasto" mi sono posta l'interrogativo cardine dell'umanità.
"E io cosa mangio?"
Così, rovistando in una dispensa che ha dell'incredibile, ho arrangiato dei pancakes integrali dei quali ho rielaborato la ricetta trovata sulla confezione della crusca :

Pancake "Good Morning February" o anche "avrei ancora sonno ma devo studiare, quindi diamoci una botta di calorie":

Due cucchiai di crusca d'avena (potete sostituirli, a piacere, con qualsiasi altro tipo di farina)
Un uovo
1 cucchiaio generoso di formaggio spalmabile
1 bel cucchiaio di miele d'arancio
scorza di limone a piacere
Frutta fresca a piacere
Burro

La ricetta è facilissima, non preoccupatevi cuochine assonnate; è riuscita a me, che avevo lasciato gli occhiali in macchina...
Sbattete l'uovo incorporandovi il miele; aggiungete il formaggio spalmabile (in mancanza di esso potete usare benissimo uno yogurt) e i due cucchiai di crusca. Versate la scorza di limone e scaldate una noce di burro in una padella. Aiutandovi con il primo utensile da cucina che vi capiterà a tiro nei fumi del sonnolento risveglio, versate il composto nella padellina e fino a doratura su entrambi i lati. Ho accompagnato il pancake con delle banane,della granella di nocciole e ulteriore miele. Voi scegliete ciò che vi piace di più; della frutta fresca con delle scaglie di cioccolato fondente potrebbero essere un'ottima soluzione! Se non aveste voglia di "perdere troppo tempo" sì, potete semplicemente spalmarlo Nutella, Marmellata, quello che, nella fretta mattutina, vi andrà di mangiare.
Onestamente non posso mettere una foto perché Zenzero la mattina ha i riflessi un po' ritardati e se ne è ricordata soltanto quando il pancake sarebbe stato visibile soltanto mediante radiografia.
Il consiglio?
Non destreggiatevi con insolita baldanza fra i fornelli, alle 7 del mattino. Nessuno vi vedrà e Gordon Ramsay non urlerà contro le vostre malcapitate occhiaie se non fate saltare il pancake in aria riprendendolo dopo aver inscenato un balletto.
Fidatevi, la cucina è civetteria ; e io, raramente vi dirò di usare il sac à poche per guarnire la merenda dei vostri figli.
Il cibo è un piacere, se lo complichiamo ulteriormente diventa un lavoro!

Quindi grembiuli in spalla:
FACCIAMO COLAZIONE!

Un abbraccio farinoso già alle 8 del mattino,
Vostra
Zenzero

lunedì 4 febbraio 2013

Un'introduzione... Appena sfornata!

Immaginate un'aspirante pasticciona con un improbabile cappello da chef multicolor, che sogna scenari paradisiaci raffiguranti quintali di burro e farina,una vita allergica agli schemi e tanta voglia di mettere in pasta le esperienze della vita.
Ho, quindi, un'età in cui è quasi illegale -ma comunque bellissimo- passare notti, sabati sera e domeniche pomeriggio a sbuffare di fronte ad un gigantesco forno a gas,o a rinfrescare i miei due lieviti. Ventun'anni portati non proprio bene, una carentissima vita sociale, amore insano e malato per la pasticceria, la cucina tradizionale e la panificazione, con la quale sto incominciando a familiarizzare.
Dopo diverso tempo di blogging spassionato in campo non culinario, e svariate richieste mi sono decisa a piantare la tenda virtuale della mia cucina.
Con questo spirito, per adesso, vi saluto.
Alla prossima ricetta ;)

Zenzero